di Gianna Fracchi 11 marzo 2010
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di Gianna Fracchi 11 marzo 2010
Il rush poker, lanciato dalla poker room Full Tilt quasi due mesi fa è per i tavoli ring quello che i tornei turbo sono stati per i tornei di poker online. Ma oltre alla velocissima tempistica, nel rush poker ad ogni mano si cambia di compagni di gioco, mentre nei tornei turbo il gioco è fulmineo ma sempre con gli stessi compagni di gioco.
Oltre ad attirare un numero crescente di giocatori, il rush poker solleva molte domande “filosofiche” che riguardano le caratteristiche di questo gioco. Qual’è l’interesse di giocare un tale numero di mani con compagni di gioco sconosciuti e scelti in modo del tutto casuale? Questa modalità non è un’esasperazione della modalità di gioco dei tornei turbo? Cosa succede alla componente psicologica del gioco cambiando ad ogni mano avversari?
Una delle prerogative che caratterizzano il poker è la necessità di applicare strategia e psicologia di gioco. Senza capacità strategiche e psicologiche, non è possibile diventare campioni. Per sviluppare queste capacità, bisogna studiare a lungo i propri avversari, cosa impossibile al rush poker.
Giocando al rush poker, la “creatività” del giocatore è ridotta a zero. L’importante è di seguire le regole, e nel minor tempo possibile. In altre parole, comportarsi da robot. Questa è una dimensione del gioco completamente diversa in cui il giocatore vede se stesso e le carte e niente altro, quasi come al videopoker.
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