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Italia: 30 milioni giocano al gioco pubblico

In Italia il gioco pubblico è gestito dal monopolio di stato Aams. Nell’ambito di questo compito, l’Aams è responsabile di tutti gli apparecchi di Newslot distribuiti sul territorio nazionale. Oltre al gioco elettronico, l’Aams amministra il bingo, i concorsi pronostici – totocalcio, totip e totogol, le lotterie istantanee del tipo “gratta e vinci”, le lotterie tradizionali – gran premio di Agnano, lotteria d’Italia e altri, il lotto, le scommesse sportive e il superenalotto.


Considerato un settore produttivo dell’economia nazionale, il gioco pubblico italiano ha creato una raccolta di oltre 42 miliardi di euro nell’anno 2007, e questi 12 miliardi di euro sono stati incassati dallo stato in tasse. Queste cifre classificano il gioco nazionale al quinto posto fra le attività produttive nazionali. Secondo i dati pubblicati dall’Anit, l’Associazione Nazionale per l’Incremento del Turismo, sono circa 30 milioni gli italiani che giocano, equivalenti all’80% della popolazione adulta nazionale. Di media ogni giocatore ha investito al gioco 620 euro. 29 miliardi di euro sono stati distribuiti in vincite.
Il gioco pubblico ha registrato un’incredibile crescita negli ultimi 5 anni. Fra gli anni 2006-2007 la crescita è stata addirittura del 19,7%.


Fra tutti i tipi di gioco pubblico, la preferenza degli italiani va in modo molto charo ai giochi elettronici. Le new slot e le slot machine sono in testa alla classifica (44,3%) del totale, seguite dai “gratta e vinci” che rappresentano il 19,2% della raccolta. Interessante il dato della crescita delle lotterie istantanee, i “gratta e vinci” appunto, che mostrano un incremento incredibile del 100,4% rispetto al 2006. l’Italiano non ha pazienza di aspettare per sapere se ha vinto o no.


Chiaramente l’Anit ha anche controllato il profilo di questo pubblico appassionato di giochi pubblici: c’è una leggera maggioranza di pubblico maschile, gli uomini sono il 52% dei giocatori, in prevalenza ha un’istruzione medio-bassa, il 41% ha una licenza media inferiore e solo il 28% quella media superiore. La distribuzione geografica dei giocatori non è uniforme, visto che nelle aree del centro-sud la percentuale dei giocatori si aggira intorno al 38% mentre al centro intorno al 20%. Di tutti questi giocatori solo il 21% sono professionisti, mentre il resto sono impiegati, operai o persone che non lavorano.


Uno dei dati più preoccupanti riguarda l’aumento del gioco compulsivo. Secondo studi specifici, non effettuati dall’Anit, sono circa in 700 mila i giocatori affetti da ludopatia, per il momento in maggior parte uomini, anche se la percentuale delle donne affette da problemi di gioco è costantemente in aumento, e anche quella dei giovani. Nonostante i giochi nazionali siano spesso considerati come un’innocuo passatempo, rianimano in molte persone il sogno di una vincita facile che cambi il corso della vita, in genere persone che soffrono di condizioni economiche piuttosto precarie. Non ci vuole molto perchè questo sogno diventi un incubo se il giocatore non riesce a porsi limiti e si indebita per poter continuare a giocare e tentare la fortuna.


Anche i quattro casinò terrestri italiani sono comtrollati dall’Aams. Secondo l’Anit, che bisogna sottolineare raggruppa e rappresenta i comuni italiani interessati ad aprire case da gioco e casinò nelle loro circoscrizioni, i problemi di ludopatia sono molto minori quando il gioco viene effettuato in casinò terrestri e vere sale da gioco piuttosto che in locali pubblici come bar e tabaccherie. Gli interessi degli impiegati di un casinò e dei gestori di ricevitorie e locali pubblici sono molto diversi, e una casa da gioco istruisce il proprio personale a riconoscere giocatori problematici e allontanarli dai tavoli o dalle macchinette da gioco. Un gestore di locale pubblico non solo non sempre è in grado di riconoscere un giocatore affetto da ludopatia, ma si trova davanti al dilemma di rinunciare a forti guadagni o di fermare il giocatore compulsivo.